Meathead - The Science of Great Barbecue and Grilling

Meathead – The Science of Great Barbecue and Grilling

“You’re always on my mind” cantava il Re e per me vale lo stesso!

Certo, parliamo di barbecue! Non di cibo per il corpo stavolta, ma di cibo per la mente.

Ho deciso di scrivere qualche post-recensione sui libri di barbecue che mi hanno maggiormente arricchito e inizio con uno dei miei preferiti: Meathead – The Science of Great Barbecue and Grilling.

Meathead

Due righe sull’autore: Craig “Meathead” Goldwyn nasce a Chicago e muove i primi passi nel web come food blogger trattando in particolare cibo e vino. Si specializza poi nel barbecue aprendo il famoso sito amazingribs.com: uno dei più popolari siti sul tema.

La sua particolarità è quella di non essere solo un archivio di ricette o un forum, ma una raccolta a tutto tondo di conoscenze, esperimenti e considerazioni trattate in maniera estremamente scientifica, esplicitando di ogni elemento o azione, la ragion d’essere, la causa e gli effetti.

Questo approccio ha valso a Meathead la nomea di “mythbuster”, ovvero colui che va smascherando leggende metropolitane e luoghi comuni, in questo caso nel mondo del barbecue, ad esempio: “serve davvero far riposare la bistecca una volta terminata la cottura?”

Come il sito, il libro è scritto esattamente con questo spirito ed è uno dei miei preferiti proprio per le ragioni qui descritte.

Rispecchiando perfettamente il proverbio cinese: “Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita”, il libro contiene quasi più “concetti” che ricette e anche queste vengono utilizzate come veicolo per chiarire metodi, tecniche e l’uso delle attrezzature.

Certo non è che le cose si imparano solo leggendo comodi sul divano, ma di sicuro un testo così, che va dritto ai perchè delle cose anzichè limitarsi a un elenco di ingredienti da mischiare, tempi e azioni da eseguire, aiuta di molto.

Lo stile è sempre allegrotto, con qualche battutina qua e là, ma la parte più sfiziosa sono proprio i trafiletti “myth busted”, che sono proprio quelli che restano più impressi, da raccontare agli amici, birra alla mano, durante i lunghi stalli… e anche quelli che fanno venire voglia di sbirciare la pagina successiva per scoprirne di nuovi.

La struttura dei capitoli e l’impaginazione sono lineari ed intuitive.

Il libro è suddiviso in 12 capitoli, ma sostanzialmente in due grandi parti, più o meno fifty fifty come numero di pagine, tra nozioni di cucina e ricette.

La prima parte parla in generale della carne, di come reagisce al calore, del fumo e di come si gestisce, per poi descrivere agnosticamente tecniche e nozioni spaziando da brine, rub, marinade, etc. a bark, reazione di Maillard, tenderness etc…fino a descrivere le varie tipologie di dispositivi nelle loro caratteristiche e modalità di utilizzo.

La seconda metà (o poco più) del libro si cala invece sulle ricette vere e proprie, partendo da marinate salse e rub per poi arrivare alle preparazioni complete, suddivise per tipologia di carne.

Abbiamo quindi il capitolo sul maiale, quello sul manzo etc. fino alla chiosa sui contorni.

Le ricette come detto, sono quasi sempre o propedeutiche all’apprendimento o punto di arrivo di tecniche o concetti descritti in precedenza, talvolta introdotte da un po’ di storia e di contesto geografico; ma la cosa che più mi piace è che sono genuine!

Meathead non si pone affatto come grande chef, ma più da “ricercatore”…

E se cerchi la ricetta del pulled pork, trovi le ricette tradizionali della Carolina, non “il pulled pork secondo Meathead”!

Questo approccio lo rende secondo me un riferimento ottimo per chi non ha mai assaggiato il vero barbecue nei luoghi in cui esso è nato, perchè consente sempre nei limiti delle materie prime e delle proprie capacità, di avere un’idea autentica di com’è e come viene preparato un determinato piatto nel suo contesto originale.

In conclusione, sebbene sia giusto far presente che gran parte dei contenuti siano di fatto estratti dal sito, penso che questo libro sia un must have per ogni appassionato di barbecue a qualsiasi livello di esperienza, se non altro per il vantaggio di avere tutte le informazioni già raccolte su carta e a portata di scaffale.

L’unica pecca è che ad oggi esso è stampato solo in lingua originale, pertanto chi non conosce l’inglese farà un po’ più fatica ad apprezzare le parti più discorsive e le battute qui e là; la maggior parte del testo e le ricette comunque sono sicuramente interpretabili con un po’ di buona volontà e google translator.

Vogliamo dire che è il mio libro di barbecue preferito?

Ok! Diciamolo pure!

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